“Uno scatto per lo stacco” è uno spazio ideato dai docenti della Scuola Secondaria di I grado su Classroom, per rimanere vicini, sorridenti e per condividere energie positive. Ogni settimana i ragazzi sono coinvolti in attività ludiche e creative. Riviviamo le attività con gli articoli di Andrea e Leonardo.

 

Uno scatto per lo stacco… #nonsoloscuola

(Andrea, classe 2^B)

Ancora una volta la Scuola Secondaria di I grado della Fondazione Carlo Manziana si è distinta per una attività che ha valorizzato i legami tra gli studenti e gli insegnanti. In questo periodo di emergenza sanitaria i docenti hanno creato, infatti, “Uno scatto per lo stacco”, un corso di Classroom aperto a tutti gli alunni, per non sentirsi soli e per condividere dei momenti insieme.

In questi due mesi e mezzo di Didattica a distanza nel corso sono state proposte molte attività legate a diversi temi. I ragazzi possono documentare le loro idee, i loro sentimenti e le loro riflessioni, scattando delle foto o facendo dei video. I materiali vengono condivisi e diventano una ricchezza per tutti. I temi proposti sono molto interessanti e creativi e danno a tutti la possibilità di esprimersi. Per l’attività “Andrà tutto bene”, che ha dato l’avvio al progetto, ciascuno ha portato un messaggio di speranza, in particolare sono stati molto toccanti i brani musicali proposti. Per gli amanti dell’arte ecco le lettere a zentangle, per creare e rilassarsi, il museo ideale e la riproduzione di opere d’arte attraverso i Tableaux Vivants. Chi è appassionato di ecologia ha potuto, invece, disegnare e inventare slogan per rispettare il nostro pianeta in occasione della Giornata della Terra. E ancora riflessioni su diversità e uguaglianza e sull’autismo. Infine l’attività il ricordo di Luis Sepulveda, il celebre scrittore cileno morto di Coronavirus e autore di bellissimi libri sul rapporto tra l’uomo, la natura e tutti gli esseri viventi.

Che altro dire! Questa pagina è la migliore di Classroom: i compiti non sono obbligatori, i temi e le attività sono davvero piacevoli e interessanti! Che cosa aspetti a postare? Io scatto…

 

“UNA FOTO NON SI SCATTA, SI CREA”

“Uno scatto per lo stacco”: attività di gioco per svagarsi un poco

(Leonardo, classe 2^B)

“La vita è come una macchina fotografica: devi mettere a fuoco solo ciò che è importante, cattura i bei momenti, analizza il negativo per migliorare, e se le cose non vengono come desideravi, prova un nuovo scatto.”

Se c’è una cosa che mi ha sorpreso in questo periodo difficile e lunghissimo è il fatto di essermi trovato a dire “Grazie” alla mia scuola. In quattro e quattr’otto, dal giorno del famoso lockdown, non solo ha messo in pista la didattica con video e lezioni in streaming, ma ha fatto di tutto per ricreare quell’ambiente di voci, sorrisi, giochi, colori, persone che di solito riempiono i nostri corridoi e le nostre aule, tra una spiegazione e l’altra, tra un rimprovero ed uno sguardo di complicità, i nostri intervalli, insomma, la nostra amicizia che, all’improvviso, ci è stata strappata. Un vuoto, tutto da riempire.

I nostri insegnanti hanno avuto la portentosa idea di creare “una nuova classe”, attraverso un corso Classroom intitolato “Uno scatto per lo stacco”. Una classe virtuale, quindi, composta da tutti gli alunni della Scuola Secondaria di I grado, chiamati a mettersi in gioco elaborando testi, video e foto riguardanti un argomento diverso di settimana in settimana, per restare in contatto, sfiorando il mondo che, silenziosamente, scorreva accanto alle nostre case.

Con il post iniziale gli insegnanti ci invitavano ad urlare al mondo “Andrà tutto bene” con bandiere, post-it appiccicati sui nostri simpatici animali domestici o abbracciando un mappamondo in segno di unione e condivisione.

La settimana seguente, il  tema “Diversità e uguaglianze” ci ha permesso di  cercare e trovare  l’uguaglianza, anche in chi ci appare diverso, e la diversità, ossia l’unicità, quando invece vogliamo uniformarci al branco.

Un giorno dopo l’altro le proposte continuano: la lettera a zentangle ha valorizzato la  pazienza di queste lunghe giornate trascorse in casa, i piccoli spazi nelle lettere e i disegni multicolori sono diventati il simbolo di una quarantena difficile, ma con aspetti variopinti.

Il 2 aprile, Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo, eravamo tutti davanti ai nostri pc, pronti a partecipare alle videolezioni indossando qualcosa di blu, colore scelto dalle Nazioni Uniti come simbolo della consapevolezza sull’autismo, in quanto colore enigmatico che risveglia senso di sicurezza e bisogno di conoscenza. Ci siamo sentiti tutti fratelli.

Grazie al “Museo ideale” le nostre case sono diventate luoghi da visitare: ognuno ha estratto dal cilindro collezioni di ogni tipo e oggetti il più stravaganti possibile.

Come delle gabbianelle che devono imparare a volare, abbiamo sorvolato il mondo di Luis Sepùlveda, venuto a mancare il 16 aprile, sfiorando l’amore per la natura, la solidarietà e la generosità disinteressata da lui narrati.

Il 22 aprile, Earth Day, abbiamo ricevuto una lettera molto particolare dal Clima che, un po’ irritato, ci invitava a modificare i nostri stili di vita per lasciare alle generazioni future un Pianeta migliore. Ci ammoniva, inoltre, di prenderci cura della Terra non solo in questa giornata, bensì tutti i giorni.

Ora ci stiamo cimentando e trasformando in opere d’arte (come se già non lo fossimo!) travestendoci e utilizzando oggetti casalinghi per ricreare opere d’arte famose.

Ed allora “Forza, avanti!”, ma, soprattutto, GRAZIE a “Uno scatto per lo stacco”, perché questo scatto è stato ed è una finestra su un mondo che negli ultimi due mesi ci sembrava uno sconosciuto, ma che, in realtà, se lo vogliamo, ci ha reso più forti e più amici.

 

Ecco Leonardo e Andrea, coinvolti nelle attività descritte: