Torna in Fondazione il teatro didattico e interattivo. A proporlo ai nostri alunni della scuola primaria nella giornata di venerdì 22 febbraio è stato ancora una volta la compagnia Teatro del Tamburino sotto la direzione artistica di Michele Marinini e Rossella Gualeni. Protagoniste le classi I, II e III. Il 12 aprile sarà invece la volta delle IV e delle V.
Perché didattico? Perché propone tematiche scolastiche per imparare divertendosi. Perché interattivo? Perché non c’è quasi distinzione fra attori e spettatori. Con il Tamburino, infatti, i bambini non so solo spettatori, ma vengono coinvolti come attori, come parte attiva dello spettacolo. La magia teatrale delle luci e delle musiche, delle proiezioni e dei costumi si mescola con giochi e azioni teatrali che rendono i bambini partecipi del racconto svolto dagli attori.
L’apprendimento in età scolare è caratterizzato da problematiche che ostacolano il lavoro didattico ed educativo degli insegnanti: l’incapacità da parte dei bambini di ascoltare e concentrarsi, collaborare, rispettare le regole comuni. Questo disagio cognitivo ha radici in un disagio emotivo e affettivo che risale peculiarmente a problemi familiari, generalmente a modelli di gioco e relazioni imposti dai modelli e dai linguaggi spesso fuorvianti della comunicazione di massa. Da qui l’importanza del teatro che permette di giocare con gli stati emotivi, ci educa a riconoscere le emozioni come figlie della vitalità dell’individuo, a organizzarle e canalizzarle in termini proficui. Non esistono emozioni buone o cattive, esistono solo modi buoni per potersene servire e modi cattivi per continuare a subirle.

GLI SPETTACOLI
Porcospino Goloso (classi I e II). Le parole come nascono, a cosa servono, come si usano? Alcuni versi del grande poeta Montale spiegati da una voce, poi letti in coro, poi trasformati in movimento, in danza, in gioco. Un percorso ora lieve, ora forte che dà il senso della bellezza di conoscere una lingua fino a renderla poesia. I bambini iniziano a familiarizzare con la poesia, se la sentono vivere dentro e conoscono un grande poeta che prima di essere stato Nobel è stato un bambino come loro.
Oddio, l’uomo! (classi III). La preistoria: un lungo viaggio di 300mila anni. Come in un racconto, natura permettendo, l’uomo si avventura nel mondo. Ecco allora l’invenzione più importante: dal sibilo la S, dal ruggito la R, nascono la parola e il linguaggio, l’uomo si differenzia.