Anche quest’anno non è mancato il tradizionale momento di preghiera in ricordo di Giulia Colbert, fondatrice delle Suore del Buon Pastore e di suo marito, Carlo Tancredi Falletti, marchesi di Barolo.  Lunedì 20 gennaio tutti i nostri alunni della scuola primaria Pia Casa Provvidenza si sono ritrovati nella cappella dell’istituto di via Carlo Urbino insieme agli insegnanti e a un folto gruppo di genitori e nonni per rivivere attraverso canti e letture l’esempio lasciato da questa straordinaria coppia che nella Torino dell’800 hanno dedicato la loro vita agli scarti della società.

Ad accompagnare quest’anno il momento di preghiera è stato Pinocchio, protagonista del progetto di accoglienza dell’anno scolastico 2019/20, un bambino discolo e scalmanato e bisogno, come tutti, di amore. Attraverso la lettura di passi scelte de “le avventure di Pinocchio” i bambini hanno fatto dei paralleli con la vita dei fondatori: Giulia, come buona fatina con la bacchetta magica dell’amore e Carlo con la pazienza premurosa di un padre riuscirono, infatti, ad accompagnare tanti bambini e giovani nell’avventura della crescita provvedendoli di quanto è indispensabile per una vita dignitosa; promossero e sostennero l’apertura di scuole per favorire l’avventura della crescita umana e intellettuale dei bambini e giovani, dimostrando che il diritto allo studio deve essere favorito a tutti, anche per coloro che sono ai margini della società.

 I bambini hanno poi portato ai piedi dell’altare un lume, luce della fede che ha illuminato la vita di Giulia e Carlo, con la speranza che ogni persona nel viaggio della vita e aiuti a guardare con speranza le situazioni che richiedono di essere artigiani della carità; un cesto di fiori con cui affidare i genitori e gli educatori che con paziente disponibilità e instancabile amore, accompagnano i ragazzi nell’avventura della crescita; un cesto con i disegni, i pensieri e le preghiere che i bambini hanno voluto affidare ai fondatori.

BIOGRAFIA DI GIULIA COLBERT E CARLO TANCREDI FALLETTI, MARCHESI DI BAROLO

Giulia Colbert nasce  nel Castello di Maulevrièr (Vandea) il 26  giugno  1786 in una famiglia aristocratica  attenta ai problemi della povera gente. Dopo l’ esilio seguito alla Rivoluzione Francese, durante il quale rimane orfana della madre e riceve dal padre una solida educazione cristiana e una vasta istruzione, Giulia ritorna in Vandea e nel 1804 fa il suo ingresso alla corte napoleonica come damigella dell’Imperatrice.
Qui conosce il paggio Carlo Tancredi Falletti di Barolo, nato a Torino il 26 ottobre 1782, giovane colto, educato alla fede, all’impegno morale e attento ai problemi sociali.

Nel 1806 a Parigi i due giovani celebrano il loro matrimonio. Benché di carattere completamente opposto, realizzano una comunione di vita che li porta a trasformare la mancanza dei figli in una maternità e paternità spirituale verso i più emarginati. Nel 1814 Giulia e Carlo Tancredi si trasferiscono definitivamente a Torino nel Palazzo di via delle Orfane, dove trasformano il salotto Barolo, aperto ad ogni idea politica e credo religioso, in uno dei più rinomati centri culturali della città. Inoltre aprono le sue porte a quanti vogliono aver bisogno del loro aiuto materiale e morale. A Torino Giulia entra in contatto con le carceri dove inizia una meravigliosa opera di redenzione sociale che, la porterà, con la collaborazione delle carcerate, ad  attuare una riforma d’avanguardia. Attraverso di essa, il carcere da luogo di pena si trasforma in luogo di promozione umana e cristiana basata sul rispetto della persona, la fiducia in se stesse, nel prossimo e nel “Dio di misericordia”.

Inoltre con l’appoggio del marito, Giulia realizza interventi immediati per sollevare dalla miseria distribuendo cibo, legna … e favorisce l’auto promozione della persona attraverso l’istruzione e la formazione umana e cristiana con istituzioni d’avanguardia, rivolte soprattutto alla gioventù femminile, per la quale fonda l’Istituto Religioso delle “Sorelle Penitenti di S. M. Maddalena”, oggi “Suore del Buon Pastore”.

Carlo Tancredi si dedica prevalentemente all’educazione, all’istruzione e alla formazione dei giovani, per i quali istituisce nel suo palazzo i primi asili d’infanzia per i figli di operai poveri, promuove l’apertura di scuole e laboratori e fonda l’Istituto Religioso delle “Suore di S. Anna” alle quali affida tale missione a servizio delle giovani generazioni. In qualità di decurione e sindaco dalla città di Torino opera scelte concrete a favore del bene dei suoi concittadini.

Dopo la morte del marito, avvenuta il 4 settembre 1838, a Chiari, Giulia, rimasta erede di un cospicuo patrimonio, decide, anche a nome di Carlo,  di “dedicarsi interamente ai miserabili” attraverso la cura delle istituzioni già avviate e realizzandone di nuove. Tra queste vi è la Chiesa di S. Giulia fatta costruire in borgo Vanchiglia (dove sono stati traslati i resti mortali di entrambi). La sua operosa esistenza terrena si conclude il 19 gennaio 1864.