Intervista a don Giorgio Zucchelli, presidente della Fondazione Carlo Manziana

In occasione del ventesimo anniversario della Fondazione Carlo Manziana, nata il 23 dicembre del 2000, abbiamo deciso di intervistare il presidente del consiglio di amministrazione don Giorgio Zucchelli, in carica dal 12 giugno 2007.

Buongiorno don Giorgio, sono ormai passati vent’anni dalla nascita della Fondazione Carlo Manziana. Ci potrebbe spiegare come e perché è nata la scuola?

La Fondazione è nata “passo dopo passo”, prima esisteva la scuola del Seminario vescovile, il luogo dove si preparavano i futuri sacerdoti, che comprendeva Medie e Liceo. Con il tempo si è chiesto allo Stato di parificarla, cioè di riconoscerla, altrimenti ogni anno ci si doveva recare da privatisti a Lodi per fare gli esami. Pensate, io andavo in bicicletta fino a Lodi per sostenere gli esami. Di seguito le Ancelle e le Canossiane hanno chiuso le loro scuole elementari, e hanno chiesto alla Diocesi di Crema di prelevarle. Così nel 2000, ormai più di 20 anni fa (voi non eravate ancora venute al mondo), è nata la Fondazione Carlo Manziana, che univa queste scuole: Ancelle, Canossa e Buon Pastore, oltre che quella del Seminario.

Da che anno è presidente della Fondazione? E come è arrivato a svolgere questo incarico?

Sono presidente della Fondazione da circa 14 anni.

Prima facevo il professore al Liceo del seminario, ho abbandonato l’insegnamento nel 2006. Dopodichè il vescovo Cantoni mi ha nominato vicepresidente, mentre presidente era don Guido Zagheni. Quando in seguito se n’è andato l’ho sostituito e, quindi, sono diventato presidente il 12 giugno 2007.

Qual è l’aspetto più complicato dell’essere presidente della Fondazione?

Una precisazione: che governa la scuola è un consiglio di amministrazione, di cui sono presidente. Perciò io non sono il presidente della Fondazione, ma il presidente del Consiglio di amministrazione. Ciò significa che alcune decisioni vengono prese direttamente da me, altre invece le può prendere solo il consiglio, del quale sono a capo. Il consiglio prende decisioni amministrative ed economiche, non didattiche, perché quelle spettano ai Presidi della scuola.

L’aspetto più difficile è la sostenibilità economica, cioè portare avanti la scuola dal punto di vista economico. Perchè? Perchè in Italia esistono scuole statali e scuole private, di quest’ultime moltissime sono state riconosciute come scuole pubbliche perché ottemperano ad alcune regole (ad esempio calendario scolastico, programmi ministeriali, orario, ecc.), vengono dunque chiamate “paritarie”. A queste scuole, però, lo Stato non dà alcun contributo, per questo le scuole devono imporre delle rette, per poter pagare gli insegnanti e l’intera gestione. Pensiamo sia una cosa ingiusta, perché tutti dovrebbero avere il diritto di andare a scuola senza dover obbligatoriamente pagare, dato che l’istruzione è un diritto che, come tutti gli altri, va rispettato. Per questo stiamo combattendo da molto tempo a livello nazionale, la nostra speranza è che lo Stato sostenga anche le scuole paritarie come fa per le altre, visto che i genitori dei nostri alunni pagano le tasse come tutti. Qualcosa si sta muovendo, forse arriveremo ad avere anche questa parità. Noi vogliamo comunque mantenere la nostra identità di “scuola cattolica”, cosa che la scuola statale non è, perché è al di fuori delle visioni religiose.

Qual è stato il momento più bello della sua carriera?

Non c’è un solo momento bello, perché tutta la carriera è bella. È bello vedere il percorso e la crescita di questa scuola. Gestire una fondazione scolastica, dando ai ragazzi un’educazione anche cristiana è una bellissima impresa. Forse il mio momento preferito sarà proprio quando arriverà quella parità scolastica di cui dicevamo prima. Quello penso proprio che sarà il giorno più bello!

C’è qualcosa della Fondazione che vorrebbe migliorare? Quali sono i suoi progetti per il futuro della Fondazione?

Diversi miglioramenti sono stati fatti, ad esempio alla Scuola Secondaria di I grado ormai da diversi anni siamo riusciti ad avere due sezioni, merito anche del programma “English edition”. Un altro progetto che vorremmo attuare è la costruzione di un’aula di accoglienza per gli alunni con difficoltà. Un altro ancora è lo spostamento di sedi per l’anno 2021/2022 (la Scuola dell’Infanzia da via Bottesini andrà in via Carlo Urbino, mentre la Primaria Buon Pastore si trasferirà nella sede di via Dante). Altra caratteristica della scuola è il potenziamento tecnologico, attivato anche per la Scuola Secondaria di I grado, non solo per il Liceo. Vorremmo, inoltre, rendere più protagonisti i genitori, per coinvolgerli di più; fino a qualche anno fa c’era un gruppo genitori, sarebbe bello ricrearlo.

 

Un ringraziamento a Don Giorgio, per il suo tempo e per la sua disponibilità.

Allegra e Anna Chiara

classe 2^A