Un nuovo bellissimo laboratorio d’informatica per gli alunni della nostra scuola Primaria Pia Casa Provvidenza. È un graditissimo dono dell’Associazione Popolare Crema per il Territorio sempre attenta ai bisogni del Cremasco e, in particolare, sempre a fianco della Fondazione Manziana per favorirne la qualificazione con il finanziamento di dotazioni scolastiche. 

La risposta pronta e generosa dell’Associazione Popolare alla richiesta della Fondazione ha permesso di rinnovare completamente il parco computer della sede di via Carlo Urbino e dare ai bambini strumenti all’avanguardia e di ultima generazione per imparare al meglio l’Informatica. All’Associazione il sentito ringraziamento del presidente e di tutta la Fondazione Manziana. Un ringraziamento anche al dott. Piero Ferrari direttore Banco BPM Crema, per il fattivo interessamento. 

L’inaugurazione del laboratorio con il taglio del nastro da parte del dott. Giorgio Olmo, presidente dell’Associazione Popolare, alla presenza del presidente della Fondazione don Giorgio Zucchelli, delle maestre e di un buon numero di alunni con i rispettivi genitori è avvenuto venerdì 18 gennaio alle ore 16.
Il presidente don Giorgio ha ringraziato caldamente l’Associazione per la squisita sensibilità e la consistente elargizione che ha permesso di acquistare l’intero parco di computer per il nuovo laboratorio. Numerosi gli applausi degli alunni.

L’inaugurazione è avvenuta in concomitanza un’occasione speciale, ovvero l’annuale giornata di preghiera e ricordo della fondatrice dell’Istituto delle suore del Buon Pastore, Giulia Colbert, e di suo marito Carlo Tancredi Falletti, marchesi di Barolo.

Presenti nella cappella della scuola di via Carlo Urbino tutte e cinque le classi, insieme a numerosi genitori e nonni. La preghiera, diretta da suor Dosolina e da don Nicholas Sangiovanni, è stata incentrata sulle emozioni, tema del progetto di accoglienza dell’AS 2018-19. Partendo da spunti biografici della vita di Giulia e Carlo, i bambini hanno riflettuto su gioia, stupore, tristezza, rabbia e paura, ciascuna rappresentata da un palloncino di colore diverso che è stato riposto in un cesto sull’altare, simbolo della vita dei due fondatori. Tutte queste emozioni hanno infatti dato “sapore” alla loro esistenza, trasformandola in una dolce melodia per il Signore e in una sorgente di speranza per un futuro migliore per tanti fratelli.

I bambini hanno, infine, portato ai piedi del grande cuore con le immagini di Giulia e Carlo la candela, simbolo della luce della fede che ha sempre illuminato la vita dei marchesi di Barolo; una composizione di fiori bianchi a significare la generosità e la disponibilità nell’aiutare il prossimo e un cestino con i disegni, desideri e preghiere con cui i bambini hanno affidato a Giulia e Carlo le Suore del Buon Pastore e le suore di Sant’Anna affinché sui sentieri del tempo siano fedeli alla missione ricevuta.

 

BIOGRAFIA DI GIULIA COLBERT E CARLO TANCREDI FALLETTI, MARCHESI DI BAROLO

Giulia Colbert nasce  nel Castello di Maulevrièr (Vandea) il 26  giugno  1786 in una famiglia aristocratica  attenta ai problemi della povera gente. Dopo l’ esilio seguito alla Rivoluzione Francese, durante il quale rimane orfana della madre e riceve dal padre una solida educazione cristiana e una vasta istruzione, Giulia ritorna in Vandea e nel 1804 fa il suo ingresso alla corte napoleonica come damigella dell’Imperatrice.
Qui conosce il paggio Carlo Tancredi Falletti di Barolo, nato a Torino il 26 ottobre 1782, giovane colto, educato alla fede, all’impegno morale e attento ai problemi sociali.

Nel 1806 a Parigi i due giovani celebrano il loro matrimonio. Benché di carattere completamente opposto, realizzano una comunione di vita che li porta a trasformare la mancanza dei figli in una maternità e paternità spirituale verso i più emarginati. Nel 1814 Giulia e Carlo Tancredi si trasferiscono definitivamente a Torino nel Palazzo di via delle Orfane, dove trasformano il salotto Barolo, aperto ad ogni idea politica e credo religioso, in uno dei più rinomati centri culturali della città. Inoltre aprono le sue porte a quanti vogliono aver bisogno del loro aiuto materiale e morale.A Torino Giulia entra in contatto con le carceri dove inizia una meravigliosa opera di redenzione sociale che, la porterà, con la collaborazione delle carcerate, ad  attuare una riforma d’avanguardia. Attraverso di essa, il carcere da luogo di pena si trasforma in luogo di promozione umana e cristiana basata sul rispetto della persona, la fiducia in se stesse, nel prossimo e nel “Dio di misericordia”.

Inoltre con l’appoggio del marito, Giulia realizza interventi immediati per sollevare dalla miseria distribuendo cibo, legna … e favorisce l’auto promozione della persona attraverso l’istruzione e la formazione umana e cristiana con istituzioni d’avanguardia, rivolte soprattutto alla gioventù femminile, per la quale fonda l’Istituto Religioso delle “Sorelle Penitenti di S. M. Maddalena”, oggi “Suore del Buon Pastore”.

Carlo Tancredi si dedica prevalentemente all’educazione, all’istruzione e alla formazione dei giovani, per i quali istituisce nel suo palazzo i primi asili d’infanzia per i figli di operai poveri, promuove l’apertura di scuole e laboratori e fonda l’Istituto Religioso delle “Suore di S. Anna” alle quali affida tale missione a servizio delle giovani generazioni. In qualità di decurione e sindaco dalla città di Torino opera scelte concrete a favore del bene dei suoi concittadini.

Dopo la morte del marito, avvenuta il 4 settembre 1838, a Chiari, Giulia, rimasta erede di un cospicuo patrimonio, decide, anche a nome di Carlo,  di “dedicarsi interamente ai miserabili” attraverso la cura delle istituzioni già avviate e realizzandone di nuove. Tra queste vi è la Chiesa di S. Giulia fatta costruire in borgo Vanchiglia (dove sono stati traslati i resti mortali di entrambi). La sua operosa esistenza terrena si conclude il 19 gennaio 1864.