Una data importante, quella di oggi, 19 gennaio: gli alunni della nostra scuola Primaria Pia Casa Provvidenza  ricordano, infatti, Giulia Colbert, fondatrice delle suore del Buon Pastore, e suo marito Carlo Tancredi Falletti, marchesi di Barolo. L’emergenza sanitaria legata al Covid-19 non ha purtroppo permesso di organizzare il tradizionale momento di preghiera  nella cappella della nostra sede di via Carlo Urbino che ogni anno raccoglieva, oltre agli alunni e gli insegnanti, anche molti genitori e nonni. I nostri bambini hanno comunque fatto memoria di queste due figure straordinarie, tramite attività organizzate in ogni classe, anche attraverso la visione di un filmato che raccoglie la vita, le opere e l’importante messaggio di carità e dedizione che con il loro esempio ci hanno insegnato . Lasciamo che siano dunque gli alunni a raccontarci qualcosa di più su di loro:

Martedì 19 gennaio è per noi alunni della scuola primaria Pia Casa Provvidenza un giorno speciale perché, insieme alle nostre suore del Buon Pastore, celebriamo il ricordo di una persona importante che ha dato origine alla Famiglia di suore della nostra scuola: la Marchesa Giulia Colbert.

Quest’anno, a causa delle normative legate al Covid 19, non abbiamo potuto ritrovarci insieme agli insegnanti, ai genitori e ai nonni (sempre numerosi) nella cappella della scuola per ringraziare il Signore del dono di una coppia di sposi, Giulia e Carlo Falletti, che con la loro attenzione alle varie categorie di persone, sono stati d’ispirazione nel dare una particolare impronta al progetto educativo dei diversi anni scolastici.

Questo non ha impedito alle varie classi di “fare memoria” di queste persone, diventate per noi amiche e ricordate sempre con stima, affetto e riconoscenza.

Infatti, grazie ad un breve filmato (che si può visionare di seguito) abbiamo ripercorso le tappe principali della loro vita e del loro “farsi prossimo” alle persone più fragili e indifese, scelte da loro come figli da amare, custodire ed aiutare attraverso opere concrete.

Soprattutto dalla ricca sequenza della loro esperienza di vita abbiamo riflettuto che non è importante essere ricchi (Giulia e Carlo erano le persone più ricche di Torino), che non conta essere importanti (Giulia e Carlo erano marchesi; lui è stato sindaco della città, lei direttrice del carcere femminile), quello che più vale è essere attenti a tutte le persone, condividere le loro difficoltà e cercare di trovare soluzioni che permettano di vivere in maniera dignitosa. Tutto questo non per avere riconoscimenti o elogi, ma perché “figli dello stesso Padre” e sull’esempio di Gesù che ha accolto ogni persona con amore e tenerezza.

Infatti Giulia e Carlo, non avendo avuto figli loro, hanno scelto di essere madre e padre di coloro che la società considera “scarto” – come ci ricorda spesso Papa Francesco – accogliendoli  e aiutandoli in modi diversi, a seconda delle diverse situazioni e circostanze.

L’esperienza di Giulia nel carcere di Torino come educatrice delle prigioniere ci ha ricordato l’importanza dello studio e del catechismo per aprire la mente e il cuore a nozioni nuove e a valori indispensabili.

Inoltre abbiamo capito che le regole e il rispetto reciproco non possono mancare nella vita se si vuole viverla con dignità, diventando a nostra volta costruttori di serena armonia nella scuola e nella società.

Mentre riecheggia nel nostro cuore la lode a Dio perché Giulia e Carlo “sono luce anche per noi”, vogliamo ricordare i 235 anni dalla nascita di Giulia e i 215 anni trascorsi dalla celebrazione del loro matrimonio. A questi sposi fecondi affidiamo le nostre suore, ringraziandole per la loro presenza nella nostra città che dura da 150 anni. A loro va la nostra gratitudine affettuosa per aver accolto e accompagnato tanti alunni nel percorso della scuola dell’infanzia e in quella primaria, per essere state vicine a tanti genitori e nonni con la loro preghiera e i consigli, per aver aiutato tante ragazze a ridare un senso vero alla loro vita.