E’ stato incentrato sull’invito di papa Francesco a combattere l’imperante “cultura dello scarto”, cioè dell’usa e getta, l’incontro di preghiera della scuola primaria Pia Casa Provvidenza in ricordo di Giulia Colbert, fondatrice delle Suore del Buon Pastore e di suo marito, Carlo Tancredi Falletti, marchesi di Barolo. L’incontro, che si inserisce nel progetto di accoglienza, è stato, come da tradizione, organizzato venerdì 19 gennaio nella cappella della scuola. Presenti oltre ai nostri alunni e insegnanti anche tanti genitori e nonni.

La preghiera, organizzata come sempre da suor Dosolina, preziosa insegnante alla primaria di via Carlo Urbino, ha visto la partecipazione attiva dei bambini attraverso canti, letture e gesti simbolici.
A turno i bambini hanno abbandonato in una cesta dei mattoncini su cui erano raffigurati gli scarti della società: bambini indifesi e disabili, giovani e ragazzi bisogni di educazione, carcerati, poveri e stranieri in cerca di asilo e protezione. E’ in questi scarti che, nella Torino dell’800, Giulia e Carlo hanno saputo riconoscere i figli dell’unico Padre del Cielo e, usando quanto la Provvidenza in abbondanza aveva loro donato, hanno aperto loro le porte dello splendido palazzo Barolo. Hanno accolto, sostenuto ed educato, avvolgendo con il cuore di padre e di madre ogni persona  perché creata a immagine e somiglianza di Dio.

Ed è proprio in un grande cuore rosso, posto davanti all’altare, che i bambini hanno affisso dei disegni da loro realizzati, raffiguranti le tante opere buone di marchesi di Barolo: la creazione di sale d’asilo, dell’ospedale per bambini disabili, di scuole e laboratori, le visite ai carcerati, gli aiuti concreti a poveri e indigenti, l’accoglienza a qualunque persona ne avesse bisogno. Al centro del cuore il volto splendente di Cristo, fonte della forza di questa straordinaria coppia di sposi, Servi di Dio, il cui carisma ancora rimane ancora vivo nelle suore e nella nostra scuola.

Ai piedi del grande cuore sono stati portati un cesto di fiori bianchi, simbolo di ringraziamento a Giulia e Carlo per l’esempio di vita cristiana che hanno offerto e soprattutto perché sono stati concreti strumenti della tenerezza di Dio; un cesto con le preghiere e i desideri che i bambini hanno voluto affidare a Giulia e Carlo, uniti alla speranza di vedere presto questa coppia di sposi unita ai modelli di vita cristiana che la Chiesa propone e una candela affinché la luce accesa da Giulia e Carlo continui a brillare nel nostro tempo attraverso le famiglie religiose che hanno donato alla Chiesa, le Suore del Buon Pastore e le Suore di Sant’Anna, e perché queste, sui sentieri del tempo, siano fedeli alla missione ricevuta.

BIOGRAFIA DI GIULIA COLBERT E CARLO TANCREDI FALLETTI, MARCHESI DI BAROLO

Giulia Colbert nasce  nel Castello di Maulevrièr (Vandea) il 26  giugno  1786 in una famiglia aristocratica  attenta ai problemi della povera gente. Dopo l’ esilio seguito alla Rivoluzione Francese, durante il quale rimane orfana della madre e riceve dal padre una solida educazione cristiana e una vasta istruzione, Giulia ritorna in Vandea e nel 1804 fa il suo ingresso alla corte napoleonica come damigella dell’Imperatrice.
Qui conosce il paggio Carlo Tancredi Falletti di Barolo, nato a Torino il 26 ottobre 1782, giovane colto, educato alla fede, all’impegno morale e attento ai problemi sociali.

Nel 1806 a Parigi i due giovani celebrano il loro matrimonio. Benché di carattere completamente opposto, realizzano una comunione di vita che li porta a trasformare la mancanza dei figli in una maternità e paternità spirituale verso i più emarginati. Nel 1814 Giulia e Carlo Tancredi si trasferiscono definitivamente a Torino nel Palazzo di via delle Orfane, dove trasformano il salotto Barolo, aperto ad ogni idea politica e credo religioso, in uno dei più rinomati centri culturali della città. Inoltre aprono le sue porte a quanti vogliono aver bisogno del loro aiuto materiale e morale.A Torino Giulia entra in contatto con le carceri dove inizia una meravigliosa opera di redenzione sociale che, la porterà, con la collaborazione delle carcerate, ad  attuare una riforma d’avanguardia. Attraverso di essa, il carcere da luogo di pena si trasforma in luogo di promozione umana e cristiana basata sul rispetto della persona, la fiducia in se stesse, nel prossimo e nel “Dio di misericordia”.

Inoltre con l’appoggio del marito, Giulia realizza interventi immediati per sollevare dalla miseria distribuendo cibo, legna … e favorisce l’auto promozione della persona attraverso l’istruzione e la formazione umana e cristiana con istituzioni d’avanguardia, rivolte soprattutto alla gioventù femminile, per la quale fonda l’Istituto Religioso delle “Sorelle Penitenti di S. M. Maddalena”, oggi “Suore del Buon Pastore”.

Carlo Tancredi si dedica prevalentemente all’educazione, all’istruzione e alla formazione dei giovani, per i quali istituisce nel suo palazzo i primi asili d’infanzia per i figli di operai poveri, promuove l’apertura di scuole e laboratori e fonda l’Istituto Religioso delle “Suore di S. Anna” alle quali affida tale missione a servizio delle giovani generazioni. In qualità di decurione e sindaco dalla città di Torino opera scelte concrete a favore del bene dei suoi concittadini.

Dopo la morte del marito, avvenuta il 4 settembre 1838, a Chiari, Giulia, rimasta erede di un cospicuo patrimonio, decide, anche a nome di Carlo,  di “dedicarsi interamente ai miserabili” attraverso la cura delle istituzioni già avviate e realizzandone di nuove. Tra queste vi è la Chiesa di S. Giulia fatta costruire in borgo Vanchiglia (dove sono stati traslati i resti mortali di entrambi). La sua operosa esistenza terrena si conclude il 19 gennaio 1864.