La casa come luogo del cuore, dell’ospitalità, come luogo dove si intrecciano affetti, relazioni e tante esperienze. Ed è proprio una casa che è raffigurata sulle spille che oggi i nostri alunni della primaria, della secondaria di I grado e del Liceo Scientifico portano appuntate in occasione della giornata di sensibilizzazione all’inclusività.

Il tema di quest’anno è la disabilità e i nostri bambini e ragazzi lo hanno affrontato attraverso uno spettacolo teatrale, Casa Dolce Casa organizzato appositamente per la nostra Fondazione al Multisala Portanova di Crema. In scena i ragazzi della compagnia Tracce d’Arte che raccoglie diverse realtà che operano nel Cremasco con persone disabili. Bravissimi gli attori, che hanno saputo coinvolgere i nostri alunni. Per loro non sono ovviamente mancati gli applausi.

In preparazione a questa giornata di sensibilizzazione alla inclusività, gli alunni – dalla scuola dell’Infanzia al Liceo – si sono preparati prima di tutto con la visione di un breve cortometraggio, Cuerdas; poi ogni classe ha approfondito l’argomento dell’inclusività e della disabilità sotto vari aspetti e modalità in base alle diverse età.

 LO SPETTACOLO CASA DOLCE CASA

Muri, pareti, finestre, scale, stanze, tetti…case; piccole o grandi, umili o sfarzose , fatiscenti o sicure, singole o in condominio, ma tutte sono un nido; nido per il nostro copro, per la nostra m, per il nostro cuore; rifugio e nascondiglio, porto a cui attracchiamo al termine del nostro faticare, o desiderio di trovare prima o poi. Perché la casa è il nostro corpo più grande. Vive nel sole e si addormenta nella quiete della notte, e non è senza sogni.

La casa è stato il pretesto per parlare del luogo più importante, quello del cuore, dove tutto si ritrova: gli affetti, i pensieri, le azioni che si compiono, i volti che si incontrano, le parole dette e ascoltate, gli abbracci. Le azioni che caratterizzano la vita quotidiana all’interno della casa diventano lo strumento per incontrare chi sta dentro e fuori le mura che la compongono, per dare il giusto tempo al proprio agire, perché c’è un tempo per stare e uno per fare. La luce di casa è data da chi la abita, da chi la vive e condivide, da chi la abbellisce per renderla speciale e unica, come l’uomo stesso deve essere.