Scrivere e vivere un racconto d’avventura: in questo si sono cimentati i nostri alunni delle classi seconde della Scuola Secondaria di I Grado nell’ambito di un progetto di antologia che li ha visti impegnati in una serie di sei incontri.

Inizialmente hanno dovuto dare un’identità alla propria ciurma: ideare un jolly roger che li rappresentasse, poiché la bandiera deve comunicare un chiaro messaggio alla altre navi; un codice di bordo (10 regole fondamentali per la gestione della nave e del gruppo, o meglio, ciurma); e un motto.
Dopodiché hanno descritto la loro nave, utilizzando il gergo tecnico marinaresco.Hanno creato la propria identità, sia fisica che caratteriale, oltre a crearsi una storia pregressa che giustificasse la loro identità piratesca e… sì, le eventuali bende sugli occhi, gambe di legno e uncini al posto delle mani.

Una volta creata la propria identità erano pronti per intraprendere una serie di avventure: uno scontro navale all’ultimo cannone contro una nave nemica; l’arrivo su un’isola deserta e… la scoperta di un tesoro. Ma per raggiungerlo i giovani pirati hanno dovuto affrontare una serie di prove: un difficile indovinello, numerosi ostacoli, tecniche di sopravvivenza per un luogo desolato e inospitale, ma… per sostenere il morale della propria ciurma si è disposti a tutto, anche inventare delle barzellette corsare!
Ed ecco che finalmente il tesoro è trovato, ma il più temibile dei pirati barra loro la strada, costringendoli ad un ultimo sanguinoso scontro. Nonostante ciò, il lieto fine per i nostri pirati è assicurato! Non resta che ripartire verso nuove avventure e nuovi progetti!

Attraverso una scrittura creativa e personale i ragazzi si sono messi in gioco, dando largo spazio alla fantasia, supportata da strumenti e linee guida. Sebbene il lavoro sia stato abbastanza impegnativo, i novelli pirati si sono lasciati coinvolgere.
Durante l’incontro finale, in cui ogni ciurma presentava il proprio lavoro, ognuno ha avuto la possibilità di valutare e lasciarsi  valutare. Il commento che più ho apprezzato è stata la risposta alla domanda dell’insegnante:

“E’ difficile scrivere?”
“Sì”, la risposta.
“E questa volta è stato pesante e noioso?”
“No, anche se abbiamo scritto tanto, è stato divertente”